La motivazione alla formazione

Esistono persone dotate di enormi capacità e in grado di ottenere grandi risultati, mentre esistono, di contro, persone prive di scrupoli che raggiungono maggiori  risultati con metodi disonesti. Prenderemo in considerazione solo i primi più consoni alla maggior parte di noi che in valori morali e di civile convivenza ne condividono l’essenze etiche.  In questa nostra società dove,  emerge prepotentemente una nuova filosofia di vita o di convivenza fatta dell’apparire, del predominare, degli avanzamenti di carriera determinata sull’humus politico-sindacale di appartenenza, noi possiamo diventare coloro che attivano il cambiamento.   Ma come può attuarsi tutto questo?  Uno  degli elementi che caratterizzano questo cambiamento è la formazione.  Formarsi vuol dire crescere nelle competenze e quindi conoscere, discutere, affermare  e condividere idee, opinioni, progetti  che, nella coralità sociale, permettono di cambiare il sistema e di promuovere valori che siano indirizzati all'”uomo/persona”.  La prima cosa da fare è aprirsi alle  novità e incuriosirsi per tutto ciò che ci permette di conoscere l’altro, gli altri, le cose, “le meraviglie del creato” come invita il Santo Padre Papa Benedetto XVI,  prendere e mantenere gli impegni prima con noi stessi e di conseguenza con gli altri. La fiducia in se stessi proprio perché esprime un interesse sincero di conoscenza delle persone e della società nel suo insieme,  predispone alla ricerca non solo del proprio benessere ma anche di quello degli altri. In sintesi, il dire “ io mi curo di te” “voglio che tu guarisca” diventa una decisione alimentata dalla conoscenza e dalla consapevolezza del fare bene il proprio dovere, che se non correttamente applicato diventa un far fuori dalla norma che attiva il processo assicurativo di tutela del debole.  Nella globalizzazione  del fare , del mercato e della tecnologia,  le conoscenze acquisite diventano obsolete  molto più rapidamente di quanto accadeva nel passato e di un passato molto recente. I talenti naturali, i propri atteggiamenti , le competenze conseguite con la conoscenza e l’aggiornamento diventano lo specifico della nostra professionalità che nel conseguire il giusto guadagno, contribuisce   a  “ fare la differenza”. I risultati che si conseguono  con la formazione e l’aggiornamento permetteranno il raggiungimento  di un potere che si deve intendere come la capacità maggiore di servire l’uomo e la società.  Questa capacità obbliga l’analisi della prestazione passata, attuale e quella prevista per il futuro. Promuove la ricerca, l’evidenza scientifica, l’esercitazione e l’applicazione attiva, l’assunzione della responsabilità promuovendo la fiducia in sé e negli altri.  Questa semplice disamina mi dispone a fare formazione, a promuovere le conoscenze, a condividere i progetti, a stimolare la ricerca, a  sperimentare le attività ed a  verificarne l’efficacia. Induce il cambiamento, alimenta  il desiderio del servizio competente  al sofferente che,  nel  sacrificio quotidiano del fare,  alimenta il sapere ma fondamentalmente impegna nell’ ”essere infermiere”. La strada è lunga, difficile e si spalma nell’intera vita professionale. Non ci si deve mai sentire arrivati, dobbiamo sempre aver sempre voglia di imparare con umiltà, con serenità e pazienza, ricordarsi che da soli non si va da nessuna parte, mentre insieme agli altri si costruisce sempre qualcosa di buono da condividere.  Arrivederci in qualche aula per ritrovarci e condividere il nostro progetto di vita “ Essere Infermiere”.

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