Bernardino Telesio e la medicina

Nel 2009 è ricorso il V centenario della nascita del filosofo cosentino Bernardino Telesio (1509-1588), i cui festeggiamenti si protrarranno per tutto il 2010. Telesio dette un contributo determinante alla cultura scientifico-filosofica del suo tempo. I suoi interessi naturalistici, tradotti nel monumentale De rerum natura iuxta propria principia e in numerosi opuscoli, riguardarono anche la medicina.
L’interesse per la medicina si manifestò in Telesio assai presto. In uno dei suoi primi opuscoli, il Quod animal universum ab unica animae substantia gubernatur, Telesio si proponeva non solo di «chiarire la sostanza e la natura dell’anima», ma anche di «arrecare un grande aiuto alla medicina».
Questo interesse per la medicina ritorna anche in alcuni scritti della vecchiaia. In una redazione del Quae et quomodo febres faciunt si legge: «C’è da temere che a me, logorato ormai dalla vecchiaia e dai molti dispiaceri, non sia più concesso di esporre […] la parte della disciplina medica che è vicinissima alla filosofia». Nel cap. 1 del Quae et quomodo febres faciunti, Telesio rimanda al Quod animal universum e quindi alla tesi dell’unicità dell’anima. Non è affatto sostenibile, ribadisce, pensare che l’animale sia governato da tre sostanze, delle quali una risieda nel cervello, un’altra nel cuore, un’altra ancora nel fegato, com’è stato affermato da molti antichi e soprattutto da Galeno. Bisogna invece riconoscere che alla base del funzionamento dell’organismo animale nel suo complesso c’è lo spirito che risiede nei ventricoli del cervello e in tutto il sistema nervoso. Lo studio della febbre farà conoscere se «il calore, dal quale siamo colti nelle febbri, si accenda prima nel cuore stesso e da qui si diffonda nel corpo intero, come sembra che piaccia a Galeno, oppure si produca nel sangue, mosso e agitato dalla frequenza e dall’impeto delle pulsazioni». Nel cap. 2, Telesio espone la sua tesi: appaiono chiare le cause della febbre se si tiene conto che essa consiste nella «frequenza» e nell’«impeto» delle pulsazioni e in un eccessivo riscaldamento dell’intero corpo. Poiché infatti si ha febbre «quando le arterie e le vene pulsano più frequentemente e più impetuosamente e il sangue, che è contenuto nelle une e nelle altre, come arde, e insomma il corpo intero è riscaldato oltre misura, le cose che spingono lo spirito a pulsare più frequentemente e più impetuosamente e quelle che accendono il corpo, anzi solo le prime, possono essere poste come causa delle febbri».

Leave a comment

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.