Team working medici-farmacisti: l’esempio virtuoso di Brescia

In Europa, Olanda in particolare, tale concezione è all’ordine del giorno ormai da anni. Le aspettative di salute da parte dei cittadini, inclusi quelli italiani, sono in costante evoluzione in termini sia di qualità che di quantità, pertanto un approccio ai problemi di carattere sanitario attraverso compartimenti di sapere distinti e separati l’uno dall’altro non è più concepibile.

I medici, in virtù dell’ ampia presenza di discipline attinenti alla patologia umana nel loro corso di studi conoscono bene le malattie, parallelamente i farmacisti, depositari del know- how relativo a produzione ed azione farmacologica dei medicamenti sanno un po’ meglio cos’è un farmaco e come funziona.

Un esperimento pionieristico in Italia viene dalla città di Brescia, dove, in un’ottica di proficua collaborazione e reciproco rispetto delle competenze e dei propri ruoli a vantaggio dei cittadini, è nata la commissione ordinistica medici-farmacisti, con lo scopo di migliorare l’adesione ai percorsi diagnostico-terapautico-sanitari e  le prestazioni a favore dei pazienti.

E’ questa la migliore strategia di realizzazione della cosiddetta “Pharmaceutical Care” lett. Attenzione farmaceutica, ossia una relazione medico-farmacista-paziente finalizzata all’individuazione di quelle peculiarità uniche in ogni singolo paziente e tali da rendere ormai obsoleta ogni ipotesi di trattamento standardizzato.

Medico curante e Farmacista rappresentano l’interfaccia in prima linea tra la cittadinanza ed il sistema sanitario; una virtuosa collaborazione tra questi due soggetti è da considerarsi il primum movens di quel processo che in futuro potrà rendere il sistema sanitario più dinamico, efficiente, e meno ospedalocentrico.

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