Salute, no alle diete drastiche: i consigli degli esperti

Si avvicina l’estate e, con essa, la temuta prova costume: basta metterci davanti allo specchio per prendere visione di un bilancio esageratamente negativo. E per perdere i chili di troppo, via libera a diete drastiche da rivista. O forse, no.

diete drastiche Nonostante le raccomandazioni dei medici – tanto sport ed alimentazione bilanciata – gli Italiani e non solo preferiscono tentare – spesso senza successo – diete dissociate, eliminando per lunghi periodi di tempo tutti quegli alimenti colpevoli di generare, dopo esser stati mangiati, gli odiosi rotolini di “ciccia”. “È necessario evitare le semplificazioni che possono portare a comportamenti pericolosi per la salute – consiglia Michele Gulizia, Presidente dell’Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) – L’alimentazione non può essere trattata demonizzando singole classi di nutrienti ma funziona come un’orchestra complessa in cui proprio la varietà degli strumenti e il loro equilibrio funzionano nella melodia”.

Gulizia – recentemente intervenuto ad un meeting internazionale proprio sul ruolo dell’alimentazione nell’insorgenza di alcune gravi patologie – punta il dito contro la scandalosa disinformazione trasmessa da mass media e da stampa più o meno specializzata sul tema. “Ogni settimana vengono pubblicate diete fantasiose prive di fondamento scientifico che sottovalutano i rischi per la salute se adottate per lunghi periodi e allo stesso tempo programmi di cucina promuovono regimi alimentari troppo ricchi”, ammette l’esperto. I numeri, purtroppo, parlano chiaro: le stesse raccomandazioni emanate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità dal 2007 al 2012 e ritenute particolarmente “forti” si sono rivelate costruite su fonti prive di fondamento nella maggior parte dei casi. A rivelare questo inquietante aspetto è stato il “Journal of clinical nutrition”.

Queste informazioni fallaci hanno provocato l’insorgere di una patologia psicologica chiamata “carbofobia”. I soggetti che ne sono affetti eliminano pane, pasta e derivati, ritenuti colpevoli dell’aumento di peso, a favore di un abuso di proteine animali, pericoloso per la salute del nostro organismo. “Gli anni di guerra ai grassi si sono dimostrati un errore – spiega Carlo La Vecchia, professore straordinario di epidemiologia presso il dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università di Milano – E la moderna tendenza alla “carbofobia” sembra andare nella stessa direzione”.

Contro quelle che sono da ritenere delle vere e proprie ossessioni alimentari, è importante “Insistere sulla promozione di corretti modelli alimentari – precisa Gulizia – Non solo cibo, numero dei pasti, nutrienti, ma anche sulla valutazione dell’effetto che ciascun cibo ha sull’organismo e sul ruolo ancora poco incentivato dell’attività fisica, la grande assente dalla quotidianità degli occidentali, e ormai quasi scomparsa della vita dei bambini e dai programmi scolastici”. L’esperto conclude: “Per perdere qualche chilo quindi meglio indossare le scarpe da jogging e continuare a mangiare con questa regola: moderazione, varietà e qualità”.

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