Salute e sport ai tempi dell’ISTAT: notizie dal Mercuriale

I dati ISTAT parlano chiaro: l’Italia è fanalino di coda in molti settori, dal lavoro alla sanità. Con un’unica, piccola eccezione: il Bel Paese registra un aumento dell’1,5% di cittadini che praticano attività sportiva “continuativa”.

UISPNon si tratta certo di numeri esaltanti ma di un, seppur mediocre, punto di partenza dal quale iniziare ad educare gli Italiani ad aver più rispetto del proprio corpo. “Mens sana in corpore sano”, recitavano i saggi latini.

Filosofia ben condivisa dall’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), protagonista assoluta alla settima edizione del Mercuriale di Bologna, la due giorni dedicata alla salute e all’attività fisica tenutasi gli scorsi 19 e 20 febbraio. L’evento, organizzato dall’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna, ha dato all’UISP la possibilità di presentare numerosi progetti nei quali la corretta attività fisica per mantenersi in salute è stata protagonista assoluta.

“Il convegno è stato molto interessante e ricco di spunti e la presenza dell’UISP e dello Sport per tutti ha offerto la possibilità di inserire il tema salute in un ambito più complesso”, ha dichiarato soddisfatta Daniela Rossi, Responsabile Politiche Salute e Stili di Vita UISP, che ha coordinato una sessione di lavori al Mercuriale. L’ente ha promosso con l’Asl di Bologna due iniziative molto importanti: “1 Km in salute” e “Muovi Bo”.
La Rossi ha anche sottolineato l’importanza a tutti i livelli sociali della tematica salute, un “Processo di cambiamento delle condizioni di vita dei cittadini nei contesti urbani, molto legato ai temi dei diritti di cittadinanza” e per questo da non sottovalutare.
Un’ultima battuta è stata, infine, dedicata ai dati ISTAT, non certo confortanti per la Responsabile Politiche Salute e Stili di Vita UISP. “La spesa sanitaria pubblica italiana risulta inferiore a quella dei principali Paesi europei. Non solo: cala anche la spesa delle famiglie con impiego di risorse proprie. Questi dati aumentano le diseguaglianze in salute – ha sostenuto Daniela Rossi, che sull’incremento del numero degli sportivi costanti ha aggiunto – L’incremento dei praticanti mi sembra molto relativo. Ricordiamoci di incrociare questo dato con altri. Non ho trovato, ad esempio, dati sulla sedentarietà, cioè sulla popolazione seduta, che è il vero problema in cui l’Italia detiene record europei, soprattutto per quanto riguarda quella infantile”.

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