Pronto soccorso: lunghi tempi di attesa, sovraffollamento e disomogeneità

Tempi di attesa molto lunghi, sovraffollamento, carenza di posti letto, mancanza di rispetto della privacy. Queste le principali criticità emerse dal monitoraggio sullo stato di salute dei Pronto soccorso italiani. Eppure, 1 italiano su 2 continua a dirsi soddisfatto dell’assistenza ricevuta

Davvero negativo il quadro emerso dal monitoraggio sullo stato di salute dei Pronto soccorso italiani presentato dal Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanza attiva e la Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (Simeu), svolto ra il 16 maggio ed il 30 novembre 2015 attraverso un questionario indirizzato a familiari e pazienti. Il sovraffollamento, la mancanza di posti letto, i lunghi tempi di attesa per il ricovero in reparto e una scarsa attenzione nei confronti della privacy, si classificano tra le principali criticità riscontrate. Nel 38% dei Dipartimenti di emergenza urgenza (Dea) II livello e nel 20% nei Pronto Soccorso si registrano ben due giorni di attesa per il ricovero in reparto. L’attesa massima è stata invece di 7 giorni (168 ore) nei reparti Osservazione breve intensiva, nuove strutture previste dal Regolamento sugli Standard qualitativi sull’assistenza ospedaliera. E ancora: il 30% dei pazienti in pronto soccorso non ha visto preservarsi privacy e riservatezza. L’illuminante fotografia scattata sullo stato di salute dei Pronto soccorso italiani, mette in luce un aspetto da non sottovalutare. Il grado di criticità all’interno delle strutture sanitarie prese in esame, varia a secondo della regione analizzata. La disomogeneità tra le zone dello stivale è davvero forte: la situazione, rileva il monitoraggio, appare infatti ”ancora oggi molto diversa fra strutture del Nord del Centro e del sud, soprattutto come conseguenza di un’organizzazione dei servizi di emergenza non ancora standardizzata sul territorio nazionale”. I dati emersi dunque non sono incoraggianti ma, nonostante ciò, un italiano su due si dice soddisfatto dei servizi ricevuti. Gli intervistati, ben consapevoli delle numerose situazioni critiche che caratterizzano il quadro dei Pronto soccorso italiani di oggi, ripongono ancora una certa fiducia nei confronti di tale struttura considerata un presidio fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale, sempre presente e pronto ad intervenire.