Linguaggio e comunicazione: l’importanza del gesticolare con le mani, forse eredità primordiale

La gestualità nell’eloquio, seppur in forme più o meno evidenti, accomuna persone di ogni età e cultura. Noi Italiani in particolar modo suscitiamo interesse e divertimento negli stranieri oltre che per la cadenza quasi musicale del nostro modo di parlare, anche per il suggestivo movimento di mani e braccia che accompagna ogni nostra espressione verbale.

Una ricerca condotta da ricercatori olandesi e statunitensi, i cui risultati saranno presentati la prossima settimana ad Honk Hong in occasione di un meeting internazionale delle società di acustica, ha rilevato che la visione del gesto induce nel sistema uditivo cerebrale di chi ascolta una sorta di preparazione a decodificare il linguaggio, fungendo in tal modo da compendio nel processo di scambio di informazioni.

Nel caso di visione di movimenti altrui non connessi al dialogo, non si notavano le stesse risposte.

Molti scienziati ritengono plausibile il fatto che la comunicazione verbale sia il risultato finale di un processo evolutivo che trova il suo primum movens nella comunicazione a gesti; la ricerca in questione dimostrerebbe che la basi di questo linguaggio primordiale sarebbero  tutt’ora strettamente connesse col dialogo verbale utilizzato attualmente.

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