Caso Englaro: dichiarazione Sottosegretario Martini e Roccella

Caso Englaro: dichiarazione Sottosegretario Martini
In riferimento alla vicenda di Eluana Englaro e alla sentenza dei giudici della Corte d’Appello civile di Milano con cui il padre della donna è stato autorizzato ad interrompere il trattamento di idratazione e alimentazione forzata che da 16 anni la tiene in vita, il Sottosegretario alla salute Francesca Martini ha dichiarato: “Considero il provvedimento dei giudici milanesi in contrasto con il diritto alla vita e alla cura di ogni paziente e una ingerenza rispetto alla normativa nazionale che vieta di fatto in Italia l’eutanasia. Considero umanamente la storia di Eluana una vicenda drammatica e per questo esprimo la mia partecipazione al dolore dei familiari. Mi sento però, per il mio ruolo istituzionale, ma anche come donna e come madre, di valutare in totale serenità questo caso, in analogia a quello di Terry Schiavo che scosse le coscienze a livello internazionale, una vera sentenza di morte. Va infatti sottolineato che la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione della paziente attraverso sondino equivale, nei fatti, a farla morire di fame e di sete. Mi adopererò per quanto di mia competenza nelle sedi appropriate, auspicando che il Procuratore impugni la sentenza in Cassazione. Questo caso, come molti altri, ci richiama al valore della vita umana come principio fondante l’azione del Servizio sanitario nazionale. Emerge, a mio avviso, dalle parole con cui il giudice Lamanna ha steso il provvedimento la comunicazione di un disvalore rispetto a tutti i numerosi pazienti che, ricoverati in strutture sanitarie o assistiti a domicilio, vivono una condizione di totale dipendenza per compiere gli atti quotidiani della vita. Ravviso inoltre il pericolo di una deriva economicista che arrivi a valutare troppo costosi sul piano assistenziale questi pazienti. Tengo a sottolineare che da sempre sono a fianco di questi malati e delle loro famiglie e che lunedì prossimo 14 luglio, come avevo da tempo programmato, sarò proprio a visitare i pazienti in stato cosiddetto “vegetativo” (definizione che considero assolutamente inadeguata) presso il reparto dedicato all’interno dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar (Verona), a partire dalle ore 11,00″.

Caso Englaro: dichiarazione Sottosegretario Roccella
“Il provvedimento della Corte di Appello di Milano sul caso Englaro è, purtroppo, l’esito prevedibile della inquietante sentenza emessa dalla Corte di Cassazione lo scorso anno. Sulla base di quel verdetto, la condanna a morte di Eluana Englaro sarà fondata sulla “presunta volontà della persona in stato di incoscienza alla luce dei precedenti desideri e dichiarazioni dell’interessato, ma anche sulla base dello stile e del carattere della sua vita”. L’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale di Eluana quindi potrà essere eseguita ricostruendo una presunta volontà a posteriori, senza nemmeno una dichiarazione scritta. La decisione di porre fine a una vita umana non richiede dunque nemmeno quelle cautele che riguardano le normali volontà testamentarie su beni materiali. Vorremmo sapere com’è possibile in questo caso parlare di libera scelta; ci chiediamo quale sia e dove sia il consenso informato di Eluana: la domanda la rivolgiamo a chi in questi anni ha fatto di “libera scelta” e “consenso informato” le parole d’ordine di campagne che, più che al testamento biologico, sembrano invece mirare all’eutanasia. Diverso era il caso di Piergiorgio Welby che, in prima persona, ha rifiutato – finché lucido – le terapie. In questi anni, il Parlamento – con esecutivi di diverso orientamento politico – non ha legiferato in merito, ma questo non crea un vuoto legislativo, visto l’art. 32 della Costituzione che garantisce la libertà di ricevere o rifiutare i trattamenti sanitari. Con la precedente sentenza della Cassazione, e con il provvedimento di oggi, assistiamo a un’impressionante invadenza giudiziaria, che si allarga fino a sostituirsi anche ai medici: la Corte di Appello di Milano suggerisce anche una eventuale “perdurante somministrazione di quei presidi già attualmente utilizzati atti a prevenire o eliminare reazioni neuromuscolari paradosse (come sedativi o antiepilettici)”. Somministrazioni rese necessarie perché, come è noto, la morte per sospensione di idratazione e alimentazione artificiale è molto dolorosa: un nuovo caso Terri Schiavo, insomma, tutto italiano, di cui non si può sicuramente essere fieri.

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