Carcinoma ovarico: sinergia tra oncologi e ginecologi per una diagnosi precoce

La patologia è subdola ed insidiosa in quanto, come affermato da Marco Venturini, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), “non esiste per questa neoplasia l’analogo della mammografia”, ed inoltre la sintomatologia può facilmente confondersi con i “ben più frequenti disturbi gastrointestinali: stitichezza, sensazione di gonfiore addominale, diarrea, difficoltà digestive, nausea”.

Resta fondamentale contrastare i fattori di rischi quali fumo e sovrappeso, nonché mantenere uno stato di allerta nei casi di presenza della patologia in famiglia, riferisce Nicola Surico, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo).

La strategia vincente sarebbe un attento monitoraggio condotto in collaborazione tra un oncologo ed un ginecologo, per una gestione multidisciplinare  anche  dell’informazione e della prevenzione.

Se rilevata in uno stadio iniziale la patologia presenta il 90% di probabilità di guarigione, mentre nei casi avanzati si scende al 30%.

Leave a comment

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.