AIDS: Terapia farmacologica altamente efficace nel prevenire il contagio

Se ne sarebbe dovuto discutere in anteprima esclusivamente nel corso della conferenza della IAS, International AIDS Society che si terrà  a Roma dal 17 al 20 luglio prossimi sul tema “HIV, Patogenesi, Trattamento e Prevenzione”.

Considerate però rilevanza ed inconfutabilità dei risultati ottenuti in due ricerche separate, una condotta dall’ “International Clinical Research Center” , ICRC, dell’Università di Washington, l’altra dal “Centers for Disease Control and Prevention” di Atlanta, CDC, i due centri di ricerca hanno deciso di divulgarne ieri i contenuti in maniera tale da stimolare una rapida implementazione delle nuove strategie di prevenzione, che fino a qualche tempo fa si basavano esclusivamente sull’uso del preservativo e sull’astinenza.

E’ apparso evidente che le moderne terapie anti-retrovirali non sono solo efficaci nel migliorare le aspettative di vita delle persone già infette, bensì, ed in questo dato risiede la novità, se utilizzate a scopo profilattico  possono abbassare drasticamente il rischio di contrarre l’infezione.

Lo studio di PrEP, profilassi pre-esposizione, condotto dall’Università di Washington in nove siti di ricerca in Kenya ed Uganda ha visto la partecipazione di 4758 “serodiscordant couples”, ossia coppie eterosessuali  in cui uno dei partner risultava infetto e l’altro no, uno dei contesti a più alto rischio di contagio nell’Africa Sub-Sahariana.

Il risultato ha dimostrato che l’assunzione quotidiana di emofovir ed emitricitabina (miscela di due antiretrovirali nota agli addetti ai lavori sotto il nome commerciale “Truvada”) ha prevenuto il contagio nel 73% dei casi rispetto al campione di controllo che fino ad allora aveva ricevuto il solo placebo.

Evidenze analoghe sono state riportate dallo studio condotto in Botswana dal Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta in collaborazione con il Ministero della Salute locale: nel 62% dei casi non si è verificata la trasmissione del virus.

In un’intervista rilasciata al New York Times, il Dr Kevin Fenton del CDC di Atlanta afferma che, pur non essendo in presenza di una pillola magica, questo è un momento importante in quanto i risultati ottenuti costituiscono una “cornerstone” per le strategie di prevenzione nei confronti dell’infezione da HIV.

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