Come sviluppare l’intelligenza intuitiva

Gent. Dott.ssa, qualche giorno fa, mentre stavo cercando un negozio di articoli per il tempo libero in un paese vicino a dove abitavo prima, ho perso la direzione, notare che ero andata lì anche un mese fa. Non avevo con me nulla, né un navigatore né una cartina. Non sapevo se chiedere alle persone che incontravo sulla strada oppure se aver fiducia in me stessa e nel mio senso di orientamento. Ho scelto la seconda e in men che non si dica sono arrivata a destinazione. Allora esiste l’intelligenza intuitiva!

Daniela A.

L’intelligenza intuitiva è ciò che tutti possediamo, ma che spesso non sappiamo utilizzare. Schopenauer dice che è un marchio di fabbrica di tutte le opere di genio, Einstein la definisce un dono sacro, per molti è la voce interiore che consiglia sul da farsi, a volte in modo improvviso, altre con un preavviso che si può manifestare con una reazione fisica più o meno intensa , ad esmpio un brivido lungo la schiena. Anticamente si parlava di “ascoltare il cuore” ed in un certo senso è così. Tutto ciò che ci serve conoscere, è già dentro di noi. All’esterno, nei libri, troviamo le conoscenze soggettive degli autori, che, non necessariamente, coincidono con le nostre. Nello sviluppare l’intelletto abbiamo, dopo centinaia di anni, completamente dimenticato che l’intelletto senza esperienze non è utile. E’ soltanto uno strumento. Senza esperienze o crescita umana, l’intelletto copia, scimmiotta, ripete, imita… Una regola fondamentale di pedagogia dice che “l’apprendimento è proporzionale all’interesse”, ovvero, impariamo tanto più siamo interessati ad un argomento. Se lasciamo spazio al nostro “sapere”, troviamo tutte le risposte. L’intuizione è quella parte “magica” che nasce con noi. Solo chi è piuttosto attento a questi segnali tiene in considerazione la propria intuizione, gli altri invece la rifiutano o tendono ad ignorarla. I bambini in questo sono molto più capaci, proprio perché hanno meno condizionamenti di noi. Ancor più successo si può ottenere con i bambini “speciali”, ovvero quelli che la società cataloga come portatori di handicap, i quali posseggono un’intelligenza dissimile dalla nostra, ma assolutamente non inferiore (lo dimostra il fatto che, se ben educati o rieducati, imparano tutto). L’intuizione si occupa di quella parte del cervello che definiamo emozionale e relazionale, che ci aiuta a uscire dagli obblighi logici e ripetitivi e quindi ci permette di immaginare soluzioni e risposte fuori da schemi prevedibili.

Cosa dicono le neuroscienze

Anche se la sua origine rimane misteriosa oggi le neuroscienze ne riconoscono l’importanza e la considerano un’alleata preziosa capace di rendere la vita un po’ più semplice.  Per le neuroscienze si tratta di informazioni sensoriali colte dal nostro cervello. Molti neuroscienziati chiamano l’intuizione ”inconscio di adattamento” perché la nostra mente ha la capacità di prendere decisioni di cui non sempre siamo pienamente consapevoli. La nostra intuizione è connessa alla nostra banca dati sensoriale che è in continua evoluzione ed è in grado di adattarsi anche al più piccolo cambiamento ambientale. I più intuitivi sono coloro che hanno sviluppato maggiormente le proprie qualità sensoriali. Ecco perché l’emozione che nasce dai sensi ha un ruolo essenziale per la nostra capacità intuitiva. A causa dei straordinari progressi nella tecnologia, esperti nel campo delle neuroscienze cognitive sono stati in grado di tracciare la funzione intuitiva per una zona del cervello nota come corteccia frontale mediale. I ricercatori hanno scoperto che l’intuizione è un atto inconscio. Le informazioni vengono raccolte da espressioni facciali, il linguaggio del corpo, le emozioni, i modelli familiari e non, cose strane o routinarie, cose visibili e invisibili, poco appariscenti e poco incisive. L’informazione viene poi filtrata e interpretata a una velocità infinitamente maggiore che in qualsiasi altra regione del cervello. Si tratta di un processo continuo che permette il risvegliarsi di un individuo da un sonno profondo per avvertirlo di un pericolo potenziale. Il corpo è il destinatario dei messaggi inviati dal centro di elaborazione sensoriale del cervello. Una sensazione o impressione è uno dei modi attraverso i quali vengono rilevati i segnali. I ricercatori hanno scoperto che  il corpo può anche reagire in altro modo alle informazioni che sta ricevendo. Nausea, forti mal di testa, mal di schiena, vertigini o un aumento della frequenza cardiaca possono segnalare un rischio di un pericolo imminente o, in alcuni casi, posto giusto / momento giusto. E’ altrettanto vero che qualcuno vivendo un mal di testa può solo sentire il bisogno di prendere un paio di aspirine, mentre persone sensibili ai sentimenti e intuitive sembrano essere in grado di distinguere una sottile differenza tra i due tipi di messaggi.

Come affinare il sesto senso: il punto di vista dello psicologo

Esistono tecniche che ci permettono di avvicinaci maggiormente a noi stessi, sono esercizi psicofisici che fatti quotidianamente ci mantengono in contatto con la parte più vera di noi. Solo cosi possiamo risvegliare la guida interiore e imparare a selezionare i messaggi che ci arrivano dai nostri diversi modi di vivere la vita (quanti cappelli utilizziamo normalmente?) . Una cosa importante è quella di seguire l’intuito non solo per cinque minuti ma per un’intera giornata, sarebbe utile battezzare una giornata al mese per potersi abbandonare al proprio sentire emotivo. Il contatto con sé stessi deve essere stimolato quotidianamente. E’ importante fare spesso il punto della situazione in modo da non perdere quel filo di contatto con noi stessi che possiamo definire “il filo della vita”.

Dott.ssa Elisa Mazzola, Psicologa

1 comment

  • Quando viaggio in auto .. in solitaria … mi lascio andare al mio sentire intuitivo … e mentre elabora anche qualche dato o azione da intraprendere per migliorare il piano di battaglia del mio lavoro …. colgo latri flebili stimoli dal mio intimo … ad un tratto la visione si fà colma di tutte le percezioni … mi sembra di fibrare , ma non è il mio corpo , bene …allora c’è la connessione variabile in in tensità e durata …ma Grande è il Piacere sarà definibile come una piccola sublimazione, suggestione, ? FILO della Vita … ma mi fa avanzare ,,, mi cura ,,, mi avvicina agli altri ,,, all’universo fisico ,,, Recluto energia !!! fhiuuuuu

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