Vaccini: il 20% degli italiani è diffidente, l’incidenza delle malattie infettive è in crescita

Poco incoraggianti le cifre raccolte dal Vaccine Confidence Project relative al grado di scetticismo nei confronti dei vaccini. Il 20% degli italiani diffida delle vaccinazioni. Nel frattempo l’azione di contrasto alle malattie infettive rallenta e la loro incidenza tra la popolazione aumenta

Preoccupanti per il futuro dell’intera popolazione europea, i dati emersi dal Vaccine Confidence Project, presentato in occasione della conferenza relativa all’emergente scetticismo nei confronti dei vaccini, organizzata dalla Commissione europea a Bruxelles. Secondo quanto stimato, circa il 20 % degli italiani (una persona su quattro) non si fida dei vaccini, a tal punto da scegliere di non sottoporvisi. Ancora meno incoraggiante è il quadro della Francia, in cui a non fidarsi della sicurezza dei vaccini è il 41% della popolazione, la quota più alta tra i Paesi dell’Unione Europea. Le conseguenze del sempre più manifesto scetticismo nei confronti delle vaccinazioni, non sono di poco conto. Secondo gli esperti, questo stato di diffidenza, rallenta l’azione per contrastare le malattie infettive quali il morbillo, ed espone l’intera comunità al rischio sempre più alto di incorrere in patologie di ritorno come la difterite. La popolazione dunque, diventa sempre più vulnerabile. A testimoniarlo, ad esempio, il sensibile aumento di casi di parotite e pertosse, manifestatisi soprattutto nei soggetti di età superiore ai 15 anni. Paradossalmente, alla base dell’aumento delle patologie infettive, ci sarebbe proprio l’efficacia dei vaccini stessi. Il fatto che grazie ad un loro passato utilizzo, l’incidenza delle malattie si sia ridotta, ha portato tanti a credere che le vaccinazioni non servano più a nulla. Stando ai dati raccolti dal Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie, infatti, dal 2000 al 2009 quasi 5 milioni di bambini europei sotto i due anni non sono stati vaccinati contro morbillo-parotite-rosolia. Tra le più gravi conseguenze di un atteggiamento tanto superficiale, il picco recente di infezioni di morbillo negli adulti, con il 25% dei casi registrati tra il 2014 e il 2016 che ha colpito gli over 30.