Povertà sanitaria in Italia, ancora in ascesa anche per i minorenni

Nuovo picco per la povertà sanitaria in Italia, il Rapporto 2017 ‘Donare per curare’ promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico e da Bfr Research fa registrare un quasi + 10%

Cresce la povertà sanitaria in Italia e di ben quasi il 10% . Lo dice il rapporto 2017 promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico e da Bfr Research, denominato ‘Donare per curare’ che si è avvalso del contributo del comitato tecnico scientifico composto da Caritas italiana, Associazione Medicina e persona e Acli.

Povertà sanitaria in Italia, ancora in ascesa anche per i minorenni
Povertà sanitaria in Italia, ancora in ascesa anche per i minorenni

Un documento che attesta l’imponenza della problematica, vissuta nel 2017 (e l’anno non è ancora terminato, ndr), con richiesta di medicinali da parte di 1.722 enti assistenziali, cresciuta del 9,7% (contro l’8,3% del 2016 e l’1,3% del 2015).

Sempre più persone non si possono permette le cure e quindi si rivolgono a questi enti. Il numero di assistiti infatti è salito sino a più di 580 mila persone ed inoltre, il 3,8 % di questi, ovvero uno su cinque, ha un’età inferiore ai 18 anni.

In questa fascia di età, si registra una crescita maggiore per i minorenni italiani, con un 4,5 % rispetto ai coetanei stranieri, che si fermano a più 1,5%. La componente maggiore degli assistiti è rappresentata comunque dagli adulti: il 65,2% del totale (59% tra gli italiani; 68,9% tra gli stranieri). Diminuiscono invece gli anziani assistiti (-5,2%), prevalentemente italiani (20,2%, contro il 9,2% di anziani stranieri).

“A preoccupare ancora di più – ha sottolineato il direttore generale dell’Aifa Mario Melazzini – è il divario che si è creato tra il livello di spesa media, che si attesta a circa 695 euro all’anno, e quello delle persone indigenti, che dispongono di circa 106 euro, 17 in meno rispetto a quanto accadeva lo scorso anno. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro ai numeri e alle statistiche ci sono persone e si nascondono disuguaglianze nell’accesso ai farmaci, problemi di aderenza ai trattamenti, scarse informazioni e un generale peggioramento delle condizioni di salute”.