Nel 2012 oltre 12 milioni di persone in tutto il mondo uccise dallo smog

Lo smog uccide 234 volte più delle guerre, è quanto rivela il rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dall’Organizzazione mondiale della Sanità

smogDati che mettono paura, 12.600.000 persone nel 2012 hanno perso la vita per cause riconducibili all’inquinamento mentre nello stesso anno, le morti dovute a conflitti armati in zone di guerra ammontano a 54.000, ovvero 234 volte in meno. A far lievitare queste cifre, le morti registrate in paesi come India, Cina e Indonesia che in questi ultimi anni stanno vivendo un processo di industrializzazione elevato, non adeguatamente accompagnato dal rispetto dell’ambiente. La percentuale del tasso di mortalità attribuibile a questi fattori, in tali paesi sale sino al 28%. Anche l’Europa fa la sua parte con un tasso di mortalità pari al 15% e i dati del rapporto “Ambiente sano, gente sana”, dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dall’Organizzazione mondiale della Sanità sono disastrosi. Pessima anche la situazione dell’Africa subsahariana, dove la percentuale delle vittime dell’inquinamento è del 23%, mentre in Medio Oriente è del 22%. Negli altri paesi la situazione è migliore seppure preoccupante: Stati Uniti, Canada, Messico e Cile fanno registrare l’11% di morti per smog.

Lo stato di salute dell’aria che respiriamo pare che stia lentamente migliorando, l’ottimismo arriva dall’eliminazione di un centinaio di sostanze responsabili del buco nell’ozono che, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, porterà nel 2030 a 2 milioni di casi in meno di cancro alla pelle e molti milioni in meno di cataratte. Anche l’eliminazione del piombo dalla benzina ha evitato un milione di morti all’anno e ha portato a un risparmio di 2,45 trilioni di dollari all’anno, il 4% del Pil mondiale.

«Distruggendo l’equilibrio del nostro pianeta e aumentando le emissioni inquinanti, andiamo incontro a un costo sempre maggiore in termini di salute e benessere – afferma il direttore esecutivo dell’Unep, Achim Steiner – In gioco c’è la salute del pianeta, ma anche quella dei suoi abitanti».