MsF denuncia: nuovi farmaci anti-Aids 18 volte più costosi di quelli tradizionali

I prezzi dei nuovi farmaci anti-Aids risultano “del tutto fuori portata”, a denunciarlo è Medici Senza Frontiere in occasione della Conferenza Internazionale sull’AIDS in corso a Durban. A causa ” dei monopoli delle corporazioni farmaceutiche”, i nuovi farmaci salvavita risultano essere ben 18 volte più costosi di quelli tradizionali, ciò impedisce ai pazienti che ne necessitano di poterne usufruire

E’ durante la Conferenza Internazionale sull’AIDS in corso a Durban – in occasione della diciottesima edizione del Rapporto sui prezzi dei farmaci per l’HIV ‘Districarsi tra i prezzi degli antiretrovirali’ – che Medici senza Frontiere denuncia i prezzi “del tutto fuori portata” dei nuovi medicinali anti-Aids. Tali farmaci salvavita, fondamentali per la sopravvivenza dei pazienti affetti dalla malattia che non rispondono ai medicinali tradizionali, risultano essere ben 18 volte più costosi rispetto a quelli esistenti già da diverso tempo. La situazione è quella di un forte disequilibrio tra i farmaci tradizionali, i cui prezzi continuano a diminuire, ed i nuovi medicinali, che continuano a rimanere inaccessibili a gran parte dei malati. Medici senza Frontiere punta il dito contro “i monopoli delle corporazioni farmaceutiche, che impediscono la competizione dei farmaci generici e la conseguente diminuzione dei prezzi che potrebbe derivarne”. Ruolo determinante in questo quadro, è giocato dall’India, il principale produttore al mondo di farmaci generici per L’HIV a prezzi accessibili. La legge indiana sui brevetti pone infatti dei criteri molto elevati per la concessione di un brevetto e questo consente una solida competizione tra i produttori di farmaci generici, che ha drasticamente abbassato i prezzi dei trattamenti per l’HIV del 99%, dai 10.000 dollari a persona ogni anno nel 2000 fino ai 100 dollari attuali. “L’India – secondo quanto sostenuto da MsF –  sta subendo un’enorme pressione per fermare la propria produzione di farmaci accessibili, che sono un’ancora di salvezza per milioni di persone non solo in India ma in tutto il mondo in via di sviluppo. Se il Paese non si opporrà fermamente alle corporazioni farmaceutiche e ai governi, che stanno spingendo per cambiare le sue leggi e politiche sui brevetti, le persone in tutto il mondo dovranno affrontare in futuro una vera e propria crisi nell’accesso ai farmaci”.