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Morbillo, Italia prima in Europa per numero di casi

L’Italia supera anche la Romania, seppur di poche decine di unità, per numero di casi di morbillo in Europa ma le cifre per il Paese dell’Est potrebbero essere cifre sottostimate

Davvero poco invidiabile il primato italiano sui casi di morbillo in Europa che sta interessando al momento con un’epidemia in corso, anche la Grecia. La nostra Nazione infatti, supera di poche decine di unità la Romania a cui segue la Germania e via discorrendo gli altri Paesi europei.

In tutta Europa, fra il 30 settembre 2016 e l’1 agosto 2017, i casi segnalati sono stati 12.743. Un anno che ha fatto registrare per l’Italia, il sorpasso alla Romania, con 4.925 casi (pari al 39%) contro 4.854 (38%). A seguire la Germania, comunque molto distaccata, con 956 casi, ovvero l’8% del totale.

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Dati poco confortanti diffusi dall’ultimo bollettino su morbillo e rosolia del Centro Europeo per il controllo delle malattie (Ecdc). Inoltre, v’è da considerare che si tratta di cifre ufficiali che potrebbero essere sottostimate, specie per la Romania la quale ha segnalato tali numeri con ritardo.

Il sistema di monitoraggio europeo precisa anche che tali cifre sembrerebbero in calo rispetto al passato e che attualmente c’è un’epidemia di morbillo in Grecia. Gli ellenici colpiti da morbillo sono stati 71 in agosto e 126 a settembre e dalla Grecia fanno sapere che nelle prossime settimane il numero di malati è destinato a salire.

Le autorità locali dei Paesi europei che hanno segnalato casi di morbillo sono state diverse. In particolare, arrivano in tal senso segnalazioni da Austria, Irlanda, Spagna, Regno Unito, Svizzera, Macedonia e Serbia.

L’Ecdc sottolinea che il 35% dei casi riguarda bambini di età inferiore i 5 anni e che l’incidenza è maggiore nell’età al di sotto di un anno. Si tratta di una fascia di età in cui non è possibile fare la vaccinazione.

Ed infatti l’Ecdc evidenzia che questa malattia infettiva continua a diffondersi in Europa, perchè il livello di copertura vaccinale è sotto la soglia ottimale del 95%, necessaria a interrompere la trasmissione.

Ciò che emerge, è che 18 dei 30 paesi europei sono sotto questo obiettivo di copertura con la prima dose di vaccino e 20 su 27 per la seconda dose, tra cui l’Italia che è sotto l’84%.