Influenza, l’appello dei medici: “quest’anno sarà più pesante, vaccinatevi presto”

Quest’anno l’influenza arriverà in anticipo e sarà più pesante e difficile da affrontare del previsto. Ad annunciarlo la Federazione Italiana dei Medici di medicina generale che lanciano un appello tanto ai soggetti a rischio quanto a quelli sani e ai sanitari: “vaccinatevi presto!”

Allerta vaccini da parte dei medici di famiglia riunitisi nel Congresso nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale(Fimmg). Quest’anno, l’influenza arriverà in anticipo e sarà più pesante del previsto. Dunque, è bene vaccinarsi tra fine ottobre e inizio novembre. Il nuovo virus influenzale del ceppo A/H3 infatti, minaccia di mettere in anticipo a letto sei milioni di italiani.  A rischio non solo anziani e bambini, è prevista una vasta diffusione anche nella fascia di età 50-60 anni. Ogni anno, le complicanze dell’influenza provocano la morte di ottomila persone, soprattutto anziani. Per scongiurare il rischio, è necessario che non solo soggetti a rischio – quali: ultrasessantacinquenni, diabetici, immunodepressi, cardiopatici, malati oncologici, donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza – ma anche soggetti sani e membri del personale sanitario, provvedano al più presto a vaccinarsi. Il vaccino è consigliato inoltre, anche per i bambini sani, visto che l’influenza da 0 a 4 anni colpisce 10 volte più che tra gli anziani, ed 8 volte in più tra i 5 e i 14 anni. A rendere concreto il presagio di un’influenza più pesante e difficile da combattere, sono due fattori: il primo è il largo anticipo con il quale, già a fine agosto, è stato isolato il virus in un bambino nato in Marocco e proveniente dalla Libia; il secondo è il fatto che i virus A/Hong Kong (H3N2) e B/Brisbane – isolati dall’Istituto superiore di sanità – contengono piccole mutazioni che predispongono a una maggiore circolazione dell’influenza in quanto né i bambini, né le persone a rischio che solitamente si vaccinano possiedono gli anticorpi necessari a combattere la malattia.