Decreto Lorenzin sui vaccini: grazie all’obbligo, recuperato 30% bimbi non immunizzato

Grazie al decreto Lorenzin che ha reso obbligatori i vaccini per l’iscrizione a scuola è stato recuperato il 30% dei bambini non immunizzato

Beatrice Lorenzin vince ancora. Dopo aver combattuto per il decreto legge che ha reintrodotto in Italia, dopo 18 anni, l’obbligatorietà vaccinale, la Ministra della Salute può dichiararsi doppiamente soddisfatta.

Un articolo apparso su Lancet Infectious Diseases analizza i dati preliminari di cinque regioni conseguenti all’obbligo della somministrazione delle dosi per l’iscrizione a scuola.

Lorenzin
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Grazie al decreto Lorenzin approvato da Montecitorio con 296 voti a favore, 92 contrari e 15 astenuti circa il 30% dei bambini nati tra il 2011 e il 2015 che non erano stati sottoposti ad alcun trattamento vaccinale sono ad oggi immunizzati.

A renderlo noto sono stati Carlo Signorelli della Società Italiana di Igiene, Stefania Iannazzo del Ministero della Salute e Anna Odone dell’Università Vita-Salute di Milano.

Gli autori dell’articolo si sono sì dichiarati soddisfatti per il risultato raggiunto: “Confrontate con il 2016 queste vaccinazioni di ‘catch up’ hanno fatto sì che la copertura tra giugno e ottobre 2017 sia aumentata dell’1% per l’esavalente contro difterite, tetano, pertosse, polio, hemophilus influentiae B ed epatite B, e del 2,9% per morbillo, rosolia e parotite” ma hanno invitato al contempo alla cautela.

Il dibattito sul Decreto Lorenzin è infatti più vivo che mai e non può e non deve esaurirsi nel semplice monitoraggio delle coperture raggiunte. Gli esperti australiani hanno iniziato a domandarsi infatti se le iniziative statali si siano spinte troppo in là.

In Italia il ritorno all’obbligatorietà vaccinale è stato ben accolto e soprattutto supportato dalla comunità scientifica ma gli autori dell’articolo non hanno potuto fare a meno di domandarsi se questo sostegno non sia invece stato segno di rassegnazione o, peggio ancora, di “un’ammissione di colpa per aver fallito nel promuovere il valore sociale e individuale dell’immunizzazione attraverso l’educazione, l’empowerment e la prevenzione centrata sull’individuo?”.

Intanto, nonostante le perplessità, per l’iscrizione a scuola resta l’obbligo e i genitori di molti studenti continuano a domandarsi se sia giusto.