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Dal Messico: pacemaker di seconda mano, utili come i nuovi

Salvano la vita come se fossero nuovi, sono i pacemaker impiantati con successo in pazienti messicani: è quanto riferito durante il congresso della Mexican Society of Cardiology di Guadalajara

Pacemaker di seconda mano salvano la vita come se fossero nuovi, è quanto comunicato nei giorni scorsi, nel corso del congresso annuale della Mexican Society of Cardiology di Guadalajara a cui hanno partecipato anche i medici e gli esperti della European Society of Cardiology (Esc).

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I medici messicani, dopo aver eseguito una sterilizzazione di tipo standard, hanno riutilizzato con successo pacemaker già usati su pazienti che necessitavano di questo vitale strumento elettronico capace di monitorare il battito del nostro cuore e di erogare un impulso elettrico qualora dovesse rilevare una bassa o molto bassa frequenza cardiaca.

Un esperimento nato dall’esigenza di questi pazienti di aver impiantato un pacemaker, che però non potendo permetterselo, ha stimolato gli esperti al riuso pacemaker già usati. Secondo i dati del governo messicano, quasi la metà della popolazione vive in condizioni di povertà, esattamente il 44% del totale, e dunque non ha accesso ad una assicurazione sociale o privata che riesca a coprire i costi di un impianto.

Carlos Gutiérrez, cardiologo del General Hospital of Mexico, ha spiegato che si tratta di «un piccolo studio ma dimostra che con un processo di accurata sterilizzazione, pacemaker espiantati, con una batteria di sei anni, possono essere riutilizzati in modo sicuro».

In realtà lo studio, dal 2011 al 2017, è stato eseguito su 33 pazienti che necessitavano di un impianto ma in sofferenza economica, ed ha visto gli impianti di pacemaker già usati e donati dai parenti di persone decedute.

Nessun problema è stato registrato a sei mesi da ogni intervento. Sulla stessa lunghezza d’onda Jose Zamorano, direttore del programma Esc in Mexico che ha ribadito la bontà scientifica dell’esperimento messicano.

«L’impianto viene usato su numerosi pazienti ogni anno in tutto il mondo -ha sottolineato Zamorano- e la modalità del riutilizzo consente di accedere a un salvavita importante anche a chi non ha i mezzi finanziari».