Ansia e attacchi di panico, disagi psicologici del nostro tempo: 9 italiani su 10 negano di soffrirne

Disagi psicologi quali ansia o attacchi di panico prendono sempre più piede all’interno della società odierna, tanto da essere considerati i mali del nostro tempo. Eppure 9 italiani su 10 negano di soffrirne

Ansia e attacchi di panico sono mali caratterizzanti la nostra epoca, perfetta rappresentazione del male che affligge il nostro tempo. A soffrirne, sono circa in 3 milioni, ma in pochi sono disposti ad ammetterlo. Si tratta di disagi psicologici che si ripercuotono negativamente sia sullo stato fisico che mentale dell’individuo e si esprimono attraverso manifestazioni quali: nervosismo e preoccupazione; immotivata sensazione di pericolo; confusione, agitazione, frustrazione, stanchezza, mancanza di concentrazione e insonnia. Solitamente tali fenomeni si ricollegano a situazioni particolari quali cambiamenti lavorati e familiari o particolari traumi. Determinate personalità sembrano essere maggiormente predisposte rispetto ad altre. Ansia e attacchi di panico dunque, sono problemi da non sottovalutare.  L’Associazione EMDR Italia – Eye Movement Desensitization and Reprocessing – ha organizzato l’iniziativa ‘Fuori dal trauma’: campagna di prevenzione che utilizza il teatro come veicolo di sensibilizzazione sul disagio psicologico, da riconoscere e curare. Nel quadro di questo progetto si inserisce il sondaggio online dell’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico – Eurodap – risultato rivelatore sulla difficoltà di riconoscere l’ansia come una patologia e sulla vergogna provata nell’ammettere di soffrire di simili problemi, ritenuti elementi di debolezza e di incapacità. Su un campione di 950 intervistati infatti, nove italiani su 10 negano di avere un disagio psicologico. In evidenza anche le difficoltà di riconoscerne i sintomi . Un battito cardiaco irregolare o frequenti dolori muscolari possono essere indice di ansia ed attacchi di panico, ma la maggior parte degli intervistati li sottovaluta ritenendoli normali. Nonostante ci sia il rifiuto di considerarsi vittime di problemi psicologici, il mercato di antidepressivi è in crescente aumento. Secondo le stime, nel 2011, a fare uso di tranquillanti e anti ansiolitici sono stati ben 5 milioni di italiani.