10 milioni di italiani al pronto soccorso per dolore acuto

Sono 10 milioni gli italiani che si affidano ai Pronto Soccorso dei nostri ospedali per un dolore acuto, in particolare gli accessi per mal di schiena sono il 78%, per cefalea il 16% e 5% per coliche renali.

Sono 10 milioni gli italiani che nel 2015 si sono recati presso i Pronto Soccorso per dolore acuto, causato per lo più da incidenti stradali, infortuni sul lavoro, incidenti in ambiente domestico, patologie cardiovascolari acute e tumori. Dolore acuto che si può manifestare in tre macro-aree: mal di schiena (78% di accessi al pronto soccorso per dolore), cefalea (16%) e coliche renali (5%). A questi va aggiunto il dolore detto iatrogeno, ovvero dovuto a interventi chirurgici, che nella nostra Nazione raggiungono quasi cinque milioni l’anno, e che però contempla un tipo di dolore previsto e controllato. Uno studio IPSE (Italian Pain reSEarch, SIMG 2005) condotto in Italia ha rivelato che il 75% delle richieste di intervento del Medico di Medicina Generale per dolore a cause osteoarticolari. Il 10-12 % sono invece dovute a cefalee o dolore viscerale. E’ il mal di schiena la principale causa di perdite di giornate del lavoro nel nostro Paese, uno fra i pochi al mondo ad essersi dotato di un impianto normativo sulla terapia del dolore, dato significativo e distintivo. La legge 38/2010, infatti, tutela chi ne soffre in maniera cronica, sancendo per tutti i cittadini il diritto all’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative. Il dolore non è solo fisico, ma è anche sociale e morale. L’umanizzazione delle cure, la comunicazione tra medico e paziente, trattare la “Persona” e non solo la malattia. Tutto diventa parte della terapia per combattere il dolore in tutte le sue forme.